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Uno sguardo ai risultati

Il batterio intestinale nemico del cuore

gennaio 2020 - Secondo gli studi il batterio Escherichia coli contribuisce a causare l'infarto. - Le malattie cardiovascolari, che includono infarto e ictus, sono le principali cause di morte nel nostro Paese. Ogni anno più di 100.000 italiani sono colpiti da queste due malattie.
L’infarto si verifica principalmente a causa della formazione di un coagulo di sangue (detto trombo) che va a ostruire una o più arterie coronarie, ovvero le arterie che portano sangue ossigenato e sostanze nutritive al muscolo cardiaco.
Secondo lo studio effettuato, il batterio entra in circolo nel sangue trovando una via di fuga dall'intestino e annidandosi nelle maglie del coagulo che ostruisce una delle arterie (coronarie) che portano ossigeno al cuore.
L'importante scoperta è stata resa nota sull'European Heart Journal ed è frutto di un lavoro durato 4 anni con la collaborazione di un team del Policlinico universitario Umberto I di cardiologi, cardiologi interventisti, anatomopatologi, patologi clinici e biologi, guidato da Francesco Violi.
Si è scoperto che i pazienti con infarto acuto presentavano l’Escherichia coli nel sangue.
Già nel recente passato alcuni ricercatori in Usa hanno trovato diversi batteri intestinali nel sangue di pazienti infartuati. Nello studio italiano è stato preso in esame un campione di 150 individui, di cui 50 con infarto in atto, 50 persone cardiopatiche, ma senza infarto e 50 individui sani.
Il batterio è stato rinvenuto solo nel sangue dei pazienti giunti in ospedale con infarto acuto, mentre non era presente nei soggetti sani né in quelli cardiopatici.
Iniettando il batterio nei topi è emerso che anche nel modello animale il batterio si ritrova nelle maglie del trombo.
Pur se in via sperimentale è stato possibile fermare l’infarto impedendo al batterio con l’ausilio di una molecola intelligente, di legarsi a un recettore (chiamato «Toll-like receptor 4») di cellule immunitarie specifiche presenti nella sede della formazione del trombo. In futuro questo inibitore potrebbe divenire essere contenuto in un farmaco da somministrare in fase acuta per fermare la formazione del trombo. Dopo quanto riscontrato il team sta valutando la possibilità di sviluppare un vaccino specifico contro l’Escherichia coli da somministrare alle persone a rischio.


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