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Uno sguardo ai risultati

L’iniezione di un gene nella retina ridà la vista ai topi

aprile 2019 - La degenerazione maculare legata all’età colpisce circa 170 milioni di persone al mondo e questo disturbo diventa piuttosto comune dai 55 anni in su.
È stato pubblicato su Nature Communications il risultato di uno studio dell’Università di Berkeley per ridare la vista agli animali affetti da questa patologia invalidante.
Generalmente la terapia mira a rallentare ed arginare questa progressiva degenerazione. Nello studio effettuato, invece, i ricercatori con una sola iniezione hanno inserito un gene, trasportato da un virus inattivato, all’interno del Dna delle cellule gangliari, riuscendo a renderle nuovamente sensibili alla luce.
Nel giro di un mese i topi che hanno ricevuto l’iniezione hanno recuperato la capacità di vedere, riuscendo addirittura a muoversi in mezzo ad ostacoli.
Il team prosegue il suo lavoro nello studio delle variazioni che consentano un recupero ancora più marcato della vista, e la raccolta fondi per iniziare la sperimentazione clinica sulle persone è già iniziata. Secondo Andrea Cusumano dell’Università di Tor Vergata si tratta di uno studio potenzialmente rivoluzionario, soprattutto perché una volta nelle cellule retiniche, la molecola prodotta si adatta alle diverse condizioni di luce, evitando così successivi danni all’occhio.


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