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Uno sguardo ai risultati

Novità nella terapia per l’epatite C

gennaio 2009 - Nel mondo sono circa 180 milioni le persone infettate da Hcv, il quale causa infiammazione del fegato, fino a condurre a cirrosi e cancro. Attualmente non esiste una cura definitiva e certa, al cento per cento, dell’epatite. Ci sono farmaci in grado di recare miglioramenti temporanei, o anche duraturi, ma il virus non sparisce mai del tutto.
Secondo una ricerca condotta negli Stati Uniti la combinazione di più terapie potrebbe essere la via migliore per il trattamento del virus dell’epatite C (Hcv), come già avviene per la cura di pazienti con Hiv.
Lo studio di una proteina denominata p7 ha permesso di rilevare che le differenze nel codice genetico della proteina tra diverse varietà di virus alterano la sensibilità del virus ai medicinali che bloccano la sua funzione. Una delle difficoltà principali nlla produzione di trattamenti contro i virus si trova nella loro abilità di modificare costantemente il loro corredo genetico.
La proteina p7, responsabile della diffusione di Hcv nell’organismo, rappresenta un promettente bersaglio per una nuova terapia farmacologica. Considerando la sua variabilità è ipotizzabile che una combinazione di terapie possa perciò essere molto più efficace nel trattamento dell’epatite C.

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