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Uno sguardo ai risultati

Staminali non embrionali sicure create in laboratorio

aprile 2009 - Due squadre di ricercatori, una canadese e una inglese, sono riuscite a sviluppare in laboratorio delle cellule staminali indotte (Ips) senza coinvolgere alcun embrione, ma riprogrammando cellule adulte con tecniche di ingegneria genetica.
Le cellule staminali non embrionali così ottenute hanno dimostrato di essere più sicure e possono aprire la strada, nel prossimo futuro, alla rigenerazione dei tessuti e degli organi umani in laboratorio, partendo da cellule sane dei pazienti stessi e aggirando completamente ogni possibile perplessità etica.
Secondo la rivista scientifica “Nature” questo risultato non è stato raggiunto utilizzando dei virus che facessero tornare delle cellule adulte allo stato di staminali pluripotenti: questa metodica, sviluppata all'Università di Kyoto dallo scienziato giapponese Shinya Yamanaka nel 2007, presenta infatti il rischio di produrre anomali nello sviluppo delle Ips, anche usando virus depotenziati e non pericolosi.
La nuova ricerca canadese e britannica ha utilizzato uno speciale vettore molecolare, denominato “piggyBac”, per trasportare i quattro geni capaci di trasformare le cellule adulte in staminali pluripotenti.
PiggyBac è una sequenza di materiale genetico in grado di cambiare posizione all'interno del genoma.
La nuova metodica per generare le Ips è stata messa a punto dal dott. Keisuke Kaji, del Centro di medicina rigenerativa dell'Università di Edimburgo, e dal dott.Andras Nagy dell'ateneo di Toronto, in Canada.
Le prime cellule staminali riprogrammate (staminali pluripotenti indotte, o Ips) “pulite”, cioè che non contengono residui di virus o altro materiale genetico potenzialmente pericoloso, sono state ottenute anche all'Università del Wisconsin-Madiso.
La sperimentazione, pubblicata su “Science”, ha utilizzato una tecnica diversa: le cellule staminali sono state ottenute con la nucleofezione.
In pratica si tratta di riprogrammare le staminali adulte della pelle inserendo in esse un filamento circolare di Dna, chiamato plasmide e presente nel citoplasma, che può veicolare i geni necessari a far tornare le cellule staminali “bambine”, cioè pluripotenti e capaci di differenziarsi in qualsiasi tessuto.
Nel corso dello sviluppo e della replicazione, la cellula staminale si libera autonomamente del plasmide, evitando perciò rischi per la salute dei pazienti.

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