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Uno sguardo ai risultati

Individuare la chemioterapia più efficace

giugno 2009 - Secondo una ricerca del National Cancer Institute americano pubblicata sulla rivista Clinical Cancer Research, vi è un rapporto tra il profilo genetico delle donne affette da tumore alla mammella e la loro risposta al trattamento chemioterapico.
E’ stata infatti individuata una variante genetica, localizzata nel gene SOD2, che può determinare come la paziente reagisce al trattamento chemioterapico.
Il gene produce una proteina chiave che protegge le cellule dai radicali liberi, prodotti dai normali processi cellulari e dall’azione di alcuni farmaci chemioterapici.
La variante identificata ifluisce nello specifico sulla struttura e sulla funzione della proteina codificata, un enzima chiamato MnSOD (superossido dismutasi manganese dipendente).
Questo enzima protegge le cellule dal danno causato dai radicali liberi, che, in livelli eccessivi, possono risultare tossici. Proprio per questo alcuni farmaci antitumorali sono basati sulla capacità di aumentare la produzione di radicali liberi, letale per le cellule. Alcuni studi hanno indicato che, poiché MnSOD neutralizza questi ultimi, è in grado di diminuire gli effetti dei farmaci chemioterapici.
Gli effetti più rilevanti sono emersi dal trattamento con ciclofosfammide.
In futuro il gruppo di ricerca conta di esaminare l’influenza di diverse varianti genetiche sulla resistenza ad altri chemioterapici.

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