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Uno sguardo ai risultati

L’equipe di Craig Venter mette a segno una svolta epocale in genetica

maggio 2010 - Creata la vita in laboratorio - Londra, 20 maggio 2010.
E’ stato annunciata su ‘Science’ una rivoluzione epocale nella ricerca: la vita e' stata creata per la prima volta in laboratorio.
L'impresa, di grande valore scientifico, è firmata da un gruppo di ricercatori statunitensi guidati da Craig Venter, lo scienziato che ha "sfidato" il Progetto genoma nella corsa al sequenziamento del nostro Dna, arrivando per primo.
Craig Venter ed Hamilton Smith hanno realizzato un batterio che possiede un genoma artificiale.
"Adesso e' possibile", si legge sul settimanale, "concepire un mondo sulla base di nuovi batteri (e nuovi animali e piante) realizzati con il computer e fatti crescere in successione".
Al lavoro da anni, Venter aveva ottenuto due anni fa il primo cromosoma artificiale: ora lo ha attivato, con l’obiettivo di ‘costruire’ batteri capaci di produrre biocarburanti o di pulire acque e terreni inquinati.
L'equipe di Venter in passato aveva già sintetizzato chimicamente il genoma di un batterio e ne aveva trapiantato il patrimonio genetico in un altro. Ora ha messo insieme i due metodi per creare quella che gli stessi ricercatori hanno definito una "cellula artificiale", nonostante solo il suo Dna sia artificiale.
Si tratta della "prima cellula sintetica mai creata, totalmente derivata da un cromosoma sintetico, costruita con quattro bottiglie di composti chimici su un sintetizzatore a partire da informazioni eleborate al computer", spiega un entusiasta Venter. "Una cellula che cambia la definizione di ciò che si intende per vita... Questa è la prima specie auto-replicante esistente sul pianeta Terra il cui padre è un computer", aggiunge lo studioso.

Gli scienziati puntano adesso a "disegnare" alghe salva-ambiente in grado di catturare anidride carbonica e stanno lavorando a nuovi metodi per velocizzare la produzione di vaccini. Secondo Venter, le potenzialità d'applicazione dei risultati ottenuti sono enormi. Si potrebbero ottenere nuove sostanze chimiche, ingredienti alimentari, strumenti per la pulizia delle acque. La cellula artificiale, sottolinea, "è uno strumento davvero potente per provare a far fare alla biologia quello che vogliamo".

In termini di rapporto dell'uomo con la natura - commenta l'autorevole settimanale britannico Economist - potrebbe essere per il XXI secolo quello che la bomba atomica è stata per il XX. Nel breve periodo si può già immaginare che la biologia sintetica contribuirà a produrre medicinali migliori, raccolti più consistenti e carburanti meno inquinanti. Nel lungo periodo, i limiti saranno la fantasia e l'etica. Ci vorrà molto tempo prima che si arrivi a progettare della forme di vita su un computer portatile ma, scrive l'Economist, è inevitabile che prima o poi succeda. Per due motivi: la straordinaria rapidità, e il calo dei costi nell'analizzare le sequenze di Dna e nell'ottenere Dna sintetico.

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