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Uno sguardo ai risultati

In Italia aziende biotech in crescita costante

maggio 2011 - E’ stato realizzato da Assobiotec ed Ernst&Young in collaborazione con Farmindustria e l’Istituto nazionale per il Commercio Estero (ICE) l’ultimo “Rapporto sulle Biotecnologie in Italia 2011”, presentato a Roma lo scorso 4 maggio.
Il Rapporto censisce 375 imprese posizionando l’Italia come il paese europeo con il maggior tasso di crescita, e terzo in termini di numero di imprese pure biotech, dopo Germania e Regno Unito.
Il 75% delle imprese censite sono “micro” con meno di 10 addetti o “piccole” con meno di 50 addetti.
Il 75% delle aziende si concentra in Lombardia (129), Piemonte (37), Veneto (31), Lazio (30), Toscana (30) ed Emilia Romagna (26).
IL numero di addetti è stabile e di oltre 52.000 unità, di cui 80% tra multinazionali e imprese del farmaco italiane e 20% tra pure biotech (11%) e altre biotech italiane.
221 imprese hanno nelle biotecnologie il proprio core business ed il biotech costituisce il contributo fondamentale anche di imprese medie e grandi che determinano l'87% del fatturato.
Spiccano aziende dedicate alla cura della salute, ma crescono anche gli altri settori.
Ci sono 246 aziende “red biotech” per la cura della salute, e 49 “green” attive nelle biotecnologie agro-alimentari, 41 imprese si occupano di GPTA (Genomica, Proteomica e Tecnologie Abilitanti), mentre 21 sono “white” impiegate nelle biotecnologie industriali. Sono 79 le imprese incentrate su di un settore di applicazione detto “multi core” che vedono un balzo di crescita di fatturato dal 6 al 21%.
E’ sempre crescente la capacità di innovare, dimostrata dai 237 prodotti a scopo terapeutico in fase di sviluppo, che trovano applicazione terapeutica in oncologia (35%), neurologia (14%) e dell’infiammazione e malattie autoimmuni (12%).
A questi si aggiungono ulteriori 68 progetti in fase early-stage (o “discovery”), che rappresentano un’interessante promessa per i prossimi anni, e che fanno salire a 305 i progetti e prodotti italiani complessivamente in sviluppo.

Secondo il Presidente di Assobiotec Alessandro Sidoli “il Rapporto conferma che l’industria biotecnologica italiana ha retto bene alla difficile congiuntura economica internazionale. In questi anni le biotecnologie sono diventate in Italia una solida realtà industriale in tutti i campi di applicazione: dalla salute, all’agroalimentare, alle applicazioni industriali. Il potenziale è ancora notevole, ma servono ora rigorosi interventi economici, finanziari e fiscali per la ricerca e l’innovazione, oltre che misure mirate ad attrarre i capitali indispensabili a sostenere gli elevati investimenti tipici del modello di business del biotech. L’augurio è che le nostre richieste si traducano presto in una precisa strategia di sviluppo che consenta l’ulteriore sviluppo competitivo del comparto”.

Emergono con chiarezza nuovi campi di applicazione per le tecnologie e il know how biotech e la possibilità di aumentare la competitività delle aziende italiane in diverse aree industriali sfruttando proprio le biotecnologie.
Il biotech potrebbe quindi rappresentare una delle principali leve di sviluppo per il nostro paese.

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