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Uno sguardo ai risultati

Coltiviamo la plastica

gennaio 2006 - Sembra fantascienza, ma è nata in un vero centro di ricerca biotecnologica.
E' la pianta della plastica, un vegetale geneticamente modificato in modo da produrre una plastica di nuova generazione, che si disperde facilmente nell'ambiente. E' stata creata dalla Monsanto, multinazionale dell'ingegneria genetica agroalimentare. Gli scienziati hanno trasformato comunissime piante di crescione e di colza in vere e proprie fabbriche biologiche. Il prodotto è una plastica altamente degradabile, ottima per sostituire il materiale convenzionale e salvare mari e campagne dagli indistruttibili residui del nostro consumismo.
Il raccolto, per adesso, è ancora limitato e ci vorranno almeno altri dieci anni di studi prima che la plastica al cento per cento biodegradabile venga commercializzata. La bio-plastica, rispettosa dell'ambiente e non più derivata da una risorsa limitata come il petrolio, è un sogno inseguito da tempo.

Alla ricerca di una valida alternativa alla plastica tradizionale, gli scienziati hanno tentato prima d'ora un'altra strada "naturale", sfruttando degli speciali ceppi batterici che in alcune condizioni riescono a produrrequesta sostanza. Purtroppo, il processo di lavorazione ha costi eccessivi per divenire di interesse industriale: da 3 a 5 volte più alti di quelli del prodotto corrente, e la plastica prodotta è comunque di tipo troppo fragile per la maggior parte delle normali applicazioni.

La plastica vegetale della Monsanto, invece, presentata con orgoglio dai suoi creatori su "Nature Biotechnology" e in una conferenza stampa a Londra, ha costi relativamente bassi, ed è sufficientemente flessibile da consentirne un ampio uso commerciale.

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