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Uno sguardo ai risultati

Nobel per la medicina alle scoperte sul sistema immunitario

ottobre 2011 - Beutler Hoffmann e Steinman premiati - Il Nobel per la Medicina 2011 è andato a tre ricercatori per i loro studi sui meccanismi del funzionamento del sistema immunitario.
Bruce Beutler, americano, lavora nell'istituto Scripps e insieme a Jules Hoffmann, di Lussemburgo, è stato premiato per la scoperta di meccanismi che attivano la cosiddetta immunità innata.
Ralph Steinman, della Rockefeller University,è stato premiato per la scoperta delle le cellule dendritiche, le sentinelle del sistema immunitario. Quest’ultimo, purtroppo, è morto a 68 anni per un cancro al pancreas tre giorni prima che l’assemblea riunita al Karolinska Institut di Stoccolma annunciasse il suo nome tra i vincitori del Nobel per la medicina 2011.
Il Nobel normalmente non viene assegnato post mortem, tuttavia, il comitato che assegna il riconoscimento non sapeva che Steinman fosse morto, e quindi la decisione è stata confermata.

Bruce Beutler e Jules Hoffmann sono stati premiati per i loro studi sull’immunità innata: il nostro sistema immunitario ci difende dagli aggressori esterni grazie a due meccanismi. Una prima linea di difesa, l’immunità innata, può distruggere i microrganismi invasori e innescare l’infiammazione che contribuisce a bloccare il loro assalto, ma se i microrganismi superano questa prima linea, viene attivata l’immunità adattiva o specifica che, con i linfociti T e B, produce anticorpi e distrugge le cellule infettate. hanno invece lavorato sui Toll-like receptors (TLR), che fanno parte della prima linea di difesa. Hoffmann nel 1996, studiando i moscerini della frutta, capì che un certo gene, battezzato Toll dalla scienziata tedesca che lo aveva scoperto (“toll” in tedesco vuol dire “straordinario”), aveva a che fare con il riconoscimento dei microrganismi patogeni. Beutler, due anni dopo, scoprì che i topi avevano un gene simile al Toll dei moscerini e che questo gene aveva un recettore capace di legarsi uno dei componenti della parete di alcuni batteri che può provocare uno shock settico. Il gene riconosceva il batterio come estraneo: si capì così come parte la nostra prima linea difensiva.

Ma quando e come viene attivata la seconda linea difensiva?
Steinman aveva scoperto la cellula nel 1973 e l’aveva nominata dendritica per quella struttura ad albero (in greco dendron) con la quale si presentava. Nel comunicato della Rockfeller University si spiega che quattro anni fa gli era stato diagnosticato un carcinoma al pancreas, ma egli “è riuscito al allungare il decorso della malattia grazie all’immunoterapia basata sulle cellule dendritiche”. Le cellule dendritiche scoperte da Steinman, presenti nei tessuti a contatto con l’ambiente esterno (pelle, polmoni, intestino, ecc), captano ciò che è estraneo all’organismo e lo fanno vedere ai linfociti in modo che lo possano riconoscere e quindi far partire la risposta. Appartengono quindi alla prima linea, ma portano il messaggio alla seconda linea.

Oggi di recettori di tipo Toll ne sono stati scoperti una decina, ognuno in grado di riconoscere molecole complesse, comuni a molti microrganismi patogeni. Dalle scoperte dei tre scienziati sono nate nuove ricerche importanti per le applicazioni in medicina, da nuovi vaccini alla stimolazione del sistema immunitario per attaccare i tumori. Inoltre, si è visto che alcuni individui con alcune mutazioni su questi recettori hanno un rischio più alto di infezioni, mentre altre varianti genetiche che portano a una risposta immunitaria in eccesso, danno ai portatori un rischio più alto di sviluppare malattie infiammatorie croniche come l’artrite reumatoide o la sclerosi multipla.

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