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Uno sguardo ai risultati

Scoperto a Bologna un gene bifronte che soffoca il cancro

ottobre 2011 - L'onco-giano in dosi massicce inibisce la diffusione delle dellule tumorali - La scoperta è opera di un gruppo di giovani ricercatori dell’Università di Bologna: si chiama “onco-Giano” ed è il primo gene mutante bifronte. Fino a una certa quantità, nelle cellule tumorali, ne favorisce la diffusione, ma al di sopra la inibisce. La ricerca, apparsa sulla rivista scientifica “Cancer Research”, ha spiegato anche il meccanismo biochimico con cui il gene mutato, se abbondante, può arrestare la crescita dei tumori. Il risultato è stato reso possibile dal lavoro triennale di un gruppo affiatato di una decina di giovani studiosi tra i 25 e i 39 anni, sostenuto in gran parte da un finanziamento di 420 mila euro assegnato dall’Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) al prof. Giovanni Romeo, da anni impegnato su questa linea di ricerca.Per analizzarne gli effetti i ricercatori hanno ingegnerizzato delle cellule di cancro in modo che contenessero cinque diversi livelli della mutazione. Le hanno iniettate nei topi. I topi con i livelli più bassi del gene mutato hanno sviluppato il tumore. In quelli con i livelli più alti il tumore, invece, il tumore non è cresciuto. La soglia critica individuata è intorno all’82%.
L’onco-Giano mutato, presente in quantità massicce, blocca lo sviluppo del cancrointerferendo nella capacità delle cellule tumorali di creare nuovi vasi sanguigni, che sono loro vitali per l’apporto di ossigeno o glucosio, senza i quali non possono crescere e diffondersi. Simulando per via farmacologica o genetica, lo stesso effetto dell’onco-Giano mutato è quindi possibile soffocare lo sviluppo dei tumori, bloccandone l’approvvigionamento dei ‘carburanti’ con cui crescono.
Il prossimo passo sarà quindi rivolto allo sviluppo di possibili trattamenti terapeutici. La prima via da percorrere sarà quella genetica, intervenendo su alcuni geni più facili da manipolare rispetto all’ onco-Giano ma che hanno effetti identici.

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