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Uno sguardo ai risultati

Agricoltura sempre più biotech. Usa e Brasile i paesi leader.

gennaio 2012 - Secondo l'ultimo rapporto annuale dell'Istituto internazionale per la promozione delle colture biotech (Isaaa).
, l’agricolutra biotech nel mondo cresce in maniera continua e costante: nel 2011 ha segnato un +8% rispetto al 2010, passando da 148 milioni a 160 milioni di ettari coltivati. Gli Stati Uniti sono i leader nella produzione con 69 milioni di ettari coltivati, ed il Brasile si conferma per la terza volta come la 'locomotiva' mondiale della crescita.: nel 2011 si sono coltivati quasi 5 milioni di ettari in più, con un aumento del 20% rispetto al 2010.
Quasi 17 milioni di agricoltori nel 2011 hanno coltivato biotech: oltre il 90% del totale nei Paesi in via di sviluppo. Proprio in questi Paesi si concentra quasi la metà di tutte le coltivazioni biotech mondiali: nel 2011 la crescita ha toccato l’11% con 8,2 milioni di ettari, contro il 5% di 3,8 milioni di ettari dei paesi industrializzati. Secondo le ultime stime il sorpasso avverrà nel 2012.
India, Cina, Brasile, Argentina e Sud Africa sono i cinque Paesi in testa tra quelli in via di sviluppo e insieme rappresentano il 40% della popolazione mondiale.
Anche se di incidenza minore, la crescita avviene anche in Europa. Gli ettari coltivati a mais geneticamente modificato sono passati da 91mila a 114mila: dopo il Portogallo che segna una crescita addirittura del 59% segue la Spagna con il 27%.
Questi dati ''dimostrano le grandi opportunità offerte dalle moderne biotecnologie in ambito agricolo'', così come secondo l'Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie.
''Peccato per l’Italia che si ostina a rifiutare l'innovazione in questo ambito, non permettendo la ricerca in tale settore, ferma da più di 10 anni, costringendo le imprese a migrare in altre nazioni e non consentendo all'agricoltura nazionale di essere produttiva e competitiva''. Questo è quanto rileva il presidente di Assobiotec, Alessandro Sidoli che si augura che il nuovo Governo, consenta al più presto di riprendere la sperimentazione in campo di nuove varietà vegetali, passo indispensabile per ridare slancio alla filiera agroalimentare'.

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