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Uno sguardo ai risultati

Nuova sentinella per i carcinomi polmonari

marzo 2012 - Il gene cbx7 è un oncosoppressore: la sua assenza o mutazione è associata a numerosi casi di tumori maligni.
Un gruppo di ricerca guidato da Alfredo Fusco, direttore dell’Istituto di endocrinologia ed oncologia sperimentale del Consiglio nazionale delle ricerche (Ieos-Cnr) di Napoli ha pubblicato i risultati di uno studio sulla rivista “The Journal of Clinical Investigation”.
Il progetto è stato finanziato dall’Associazione italiana per le ricerche sul cancro (Airc).
Secondo lo studio, una volta reso il gene non funzionante (metodo del knock out), l’assenza dello stesso determina lo sviluppo di adenomi e carcinomi polmonari. La ciclina E è una proteina coinvolta e regolata negativamente da cbx7.
La ricerca ha dimostrato che meccanismi molto simili a quelli identificati nel topo sono alla base anche dello sviluppo dei carcinomi polmonari umani. Queste neoplasie presentano infatti un’aumentata espressione della ciclina E e l’assenza dell’espressione di cbx7.
Questo studio è stato condotto nell’ambito di un percorso sperimentale cominciato all’Ieos-Cnr già negli anni ottanta.
Studiando le proteine Hmga (High Mobility Group A) che si trovano nel nucleo delle cellule, regolano l’espressione di numerosi geni e rivestono un ruolo determinante nello sviluppo dei tumori, si è riscontrato che la loro espressione è particolarmente elevata nei tumori più aggressivi, con cattiva prognosi e ridotta sopravvivenza dei pazienti, mentre l’abolizione della loro espressione porta al blocco della trasformazione tumorale.
Cbx7 si comporta in maniera opposta: la sua espressione è ridotta nei tumori tiroidei, del colon e pancreas, e la sua assenza si verifica nelle neoplasie più invasive e a ridotta sopravvivenza.
Pertanto questi studi indicano cbx7 come un eccellente marcatore per la diagnosi e la prognosi dei carcinomi del polmone e di altri organi, e identificano la ciclina E come possibile bersaglio terapeutico nelle neoplasie polmonari.

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