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Uno sguardo ai risultati

Un super-microscopio evita le biopsie

giugno 2012 - Arriva in aiuto dell’analisi dei tessuti alla ricerca del cancro un così sofisticato che in futuro potrà sostituire l’invasiva biopsia.
Chiamato SW-2PE-STED, è stato progettato dai ricercatori dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova coordinati da Alberto Diaspro. Molteplici le applicazioni, dalle neuroscienze alla comprensione delle malattie oncologiche: "La luce che utilizziamo ha un'energia che non danneggia il campione biologico che vogliamo analizzare – sottolinea Diaspro – l’auspicio per il futuro è quello di riuscire a studiare i meccanismi molecolari di tessuti e organi del nostro corpo senza estrarre le cellule dal campione.
Lo strumento, di complessa e avveniristica tecnologia messa, combina in un unico strumento la nanoscopia ottica Sted e la microscopia a doppio fotone (2PE), due tecniche avanzate di imaging. La terza parte del nome di battesimo dell'apparecchio STED (Stimulated Emission Depletion) racchiude le capacità del nanoscopio ottico. Tramite lo SW-2PE-STED si potrà indagare e riprendere immagini ultra dettagliate di singole cellule, tessuti o organi.
Il gruppo dei 4 ricercatori che hanno lavorato al progetto ha anche studiato delle piccole ma importanti variazioni del microscopio, come per esempio utilizzare un solo tipo di luce laser per stimolare e controllare la fluorescenza del campione, operare sull'architettura dello strumento per aumentare la risoluzione.
Un'unica emissione di luce laser viene separata in due fasci: un raggio fa risaltare l'oggetto esaminato (eccitazione multi fotonica), l'altro concentra l'informazione in un “clic” ad altissima risoluzione, paragonabile a quello di un microscopio elettronico.

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