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Uno sguardo ai risultati

Il digiuno indebolisce le cellule tumorali

ottobre 2012 - Una delle strade più battute nella terapia anti-tumorale è la chemioterapia, ovvero la somministrazione di farmaci tossici per le cellule maligne che però sono purtroppo dannosi anche per le cellule normali. La cellula tumorale si moltiplica in modo incontrollato ed è refrattaria a qualunque segnale che cerchi di bloccarne la crescita. Al contrario, la cellula normale risponde entrando in uno stato di autoprotezione. In un lavoro pubblicato nel 2008 era emerso che 48 ore di digiuno prima della somministrazione della chemioterapia proteggevano le cellule normali ma non quelle tumorali. In altre parole, questa strategia permetteva di distinguere le cellule tumorali da quelle normali, che si auto proteggono. Non si era tuttavia ancora compreso se la restrizione calorica potesse rendere le cellule maligne più sensibili alla chemioterapia.
Uno studio dell’Istituto di Longevità alla University of Southern California di Los Angeles realizzato in collaborazione con il Laboratorio di Oncologia dell’Istituto Gaslini di Genova e pubblicato sul prestigioso giornale scientifico Science Translational Medicine, ha dimostrato l’utilità di un breve digiuno e di strategie molecolari che simulino il digiuno, come nuovi approcci terapeutici in grado di ritardare la progressione tumorale.
Nello studio emerge infatti che 48 ore di digiuno pre-trattamento non solo sono efficaci nel rendere più vulnerabili le cellule tumorali agli effetti della chemioterapia, ma ritardano di per sé la progressione del tumore.
La sperimentazione clinica di tale teoria è già stata avviata in alcuni centri statunitensi ed europei.
In uno studio preliminare, 10 pazienti sono stati sottoposti a digiuno prima di ricevere diversi farmaci anti-tumorali e hanno riportato una netta riduzione di effetti collaterali associati alla chemioterapia.

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