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Uno sguardo ai risultati

L’85% degli italiani oltre i 65 anni soffre di malattie croniche

ottobre 2012 - Benché negli ultimi 150 anni la vita media in Italia sia raddoppiata, e oggi il 21% degli italiani ha più di 65 anni, circa l’85% di essi soffre di almeno una malattia cronica, e il 70% ne ha due o più. E’ quanto è emerso al convegno che si è svolto nell’ambito dei saloni Nuce International (industria nutraceutica, cosmeceutica, functional foods & drinks e health ingredients) e Food-ing International (ingredienti food & beverage per tutti i settori dell’industria alimentare e delle bevande), tenuto dal 25 al 27 settembre alla Fiera di Milano.
Le cause per cui gli italiani invecchiano male sono spesso ben più profonde del semplice scorrere del tempo - ha proseguito Fontana - L’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che almeno l’80% delle patologie cardiache e il 40% dei tumori possono essere prevenuti con un corretto stile di vita
La riduzione di cibi ricchi di calorie vuote e d’origine animale aiuta molto a prevenire cancro, diabete e malattie cardiovascolari.
Queste ultime sono quasi sempre prevenibili con uno stile di vita che escluda il fumo, preveda l’esercizio fisico regolare e una dieta sana ricca in cibi d’origine vegetale minimamente processati, al posto degli eccessi di cibi raffinati e processati, di sale, grassi e proteine animali. Per semplificare ancor di più, a tavola deve prevalere la tradizionale dieta mediterranea: tante verdure, frutta, pesce, legumi, cereali integrali, olio d’oliva extra vergine, noci e semi.
L’Italia potrebbe svolgere un ruolo leader a livello mondiale in questa direzione, fornendo prodotti salubri e insegnando alle gente a mangiare bene, a svolgere attività fisica e a seguire tutti quegli interventi che promuovono salute e longevità.
Il nostro Paese parte poi da una buona posizione: per longevità secondi solo al Giappone, e in quanto a obesità meglio di noi fanno solo Corea del Sud e Svezia.
Ci sono stati alcuni fenomeni preoccupanti: i malati di diabete sono passati dal 4,2% al 4,8% in 10anni.
Secondo i dati FAO sulle abitudini alimentari, dagli anni ’60 a oggi il consumo di carne è passato da 84 a 438 grammi al giorno e quello di grassi animali da 9 a 29 grammi al giorno. In controtendenza, per esempio la Finlandia, dove negli ultimi trent’anni hanno adottato serie politiche di educazione alimentare che hanno portato a una drastica riduzione del consumo di carne rossa e a una diminuzione del tasso di mortalità dovuto a malattie cardiovascolari di ben il 75%.

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