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Uno sguardo ai risultati

Diagnosi nanotech

gennaio 2013 - L’elevata specificità diagnostica dev’essere semplice e fruibile con costi ridotti per la sanità pubblica e privata rispetto a quelli attuali. Con il progetto “Dna on Disk” parte la ricerca volta a raggiungere un nobile obiettivo: nanotecnologie per diagnosi ed analisi in tempi rapidissimi, a costi contenuti; che permettano di analizzare piccolissimi quantitativi di sangue e trasmettere i dati in tempo reale a laboratori specializzati che possono verificare le condizioni del paziente.
Lo studio, presentato nell’ambito del cluster delle Scienze della vita, è coordinato dall’azienda St Microelectronics, accanto alla Fondazione San Raffaele, l’Istituto di scienze neurologiche del Cnr, il Laboratorio nazionale Consorzio Interuniversitario per le biotecnologie e Unimitt, il Centro per l’innovazione e il trasferimento tecnologico, una struttura autonoma che fa capo all’Università di Milano. «Dna on Disk» si avvarrà della collaborazione di Hsg-Imit, istituto tedesco di ricerca specializzato nel settore della “centrifugal microfluidics” , e delle aziende Clonit e di Fleming Research di Novara.
L’integrazione di biochip pre-funzionalizzati ha reso più rapido il processo analitico semplificandolo tanto da poter essere utilizzato anche da non esperti; il software diagnostico elabora la risposta rispettando tutti i criteri di attendibilità, ripetibilità e sicurezza.
Si aprono scenari importanti, tanto che perfino lo stato cinese ha voluto saperne di più.
Il ministro della Sanità per conto del comitato centrale del Partito comunista a Pechino ha manifestato l’interesse di estendere il servizio di diagnosi a distanza a circa 200 milioni di abitanti delle zone rurali, prive, o scarsamente dotate di strutture di sanità.
Sulla scia di questi importanti progetti si configura il progetto Esoma, che dovrebbe essere operativo per il 2020:
effettuare in via preliminare l'esame del dna di ogni individuo, sequenziando quindi i circa trentamila geni di cui è composta l’elica della vita di ciascuno di noi, utilizzando un microchip.
Ciò permetterà di capire ad esempio la predisposizione verso alcune malattie, e da quali fattori genetici possano essere influenzate.

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