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Uno sguardo ai risultati

Boom di colture gm nei Paesi emergenti

marzo 2013 - Secondo il rapporto pubblicato dall’ Isaaa (Servizio internazionale per l'acquisizione delle applicazioni nelle biotecnologie per l'agricoltura) in fatto di colture geneticamente modificate i Paesi emergenti hanno superato i Paesi industrializzati.

Lo scorso anno le colture biotech erano divise al 50% fra Nord e Sud del mondo. Quest’anno i Paesi emergenti si sono attestati sul 52% delle coltivazioni.
Quando entrarono in commercio le prime colture biotech le previsioni annunciavano che queste sarebbero state accettare solo nei Paesi industrializzati e non sarebbero mai state adottate nei Paesi emergenti.

In 20 anni le superfici coltivate con piante biotech sono aumentate di 100 volte, toccando 170,3 milioni di ettari contro gli 1,7 milioni del 1996, primo anno di commercializzazione delle prime piante geneticamente modificate. In 15 anni la produzione mondiale ha raggiunto i 98,2 miliardi di dollari, evitando tra l’altro l'uso di pesticidi e contribuendo ad alleviare la povertà di 15 milioni di piccoli coltivatori, per circa 50 milioni di abitanti delle aree più povere del mondo.

Al primo posto c'e' il Brasile, seguito dall'Argentina. Sudan e Cuba hanno inaugurato i primi campi nel 2012. In Africa utilizzavano ampiamente queste colture Sudafrica, Burkina Faso ed Egitto.

In Europa la Spagna e' al primo posto con oltre 116.000 ettari nel 2012, seguita da Portogallo, Repubblica ceca, Slovacchia e Romania.

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