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Uno sguardo ai risultati

Il cervello si rigenera continuamente

giugno 2013 - Il carbonio 14, elemento non radioattivo prodotto dai test nucleari degli anni '60, ha permesso di datare le cellule nervose del cervello consentendo di scoprire che i neuroni continuano a formarsi, al ritmo di 1.400 al giorno, rinnovandosi costantemente nella regione del cervello chiamata ippocampo.
Questa scoperta, pubblicata sulla rivista Cell, è stata effettuata dal gruppo coordinato da Jonas Frisen, del Karolinska Institute di Stoccolma, prova che nel cervello umano i neuroni si rigenerano costantemente, e questa rigenerazione influisce sul funzionamento del cervello svolgendo un ruolo importante nelle funzioni cognitive nell'età adulta.
Secondo la ricerca la rigenerazione dei neuroni avviene nell'ippocampo, regione del cervello fondamentale per funzioni complesse come memoria e apprendimento.
Brevemente la tecnica utilizzata.
Tra il 1955 e il 1963 sono stati eseguiti dei test nucleari, che hanno prodotto alcune quantità di carbonio14, a seguito del divieto del 1963 di eseguire nuovi test nucleari, i livelli di carbonio 14 nell'atmosfera sono diminuiti a un tasso noto e con un ritmo preciso. Residui di carboni 14 sono presenti ovunque, anche nei vegetali e negli animali alla base della nostra alimentazione. Proprio attraverso l'alimentazione il nostro organismo assorbe questo elemento ed ogni volta che si forma un nuovo neurone, il suo Dna registra anche la presenza del carbonio14: da questa intuizione è stato possibile datare i neuroni confrontando le concentrazioni di carbonio 14 trovate nel Dna con le frazioni di questo elemento presenti nell'atmosfera dal '63 in poi. Misurando la concentrazione di carbonio 14 nel Dna di neuroni prelevati da esseri umani defunti, i ricercatori hanno trovato che più di un terzo di queste cellule vengono regolarmente rinnovate.
Questa scoperta pone le basi per sviluppi importanti: come la nascita di nuovi neuroni nel cervello adulto acuisce la memoria nei roditori, lo stesso potrebbe accadere negli esseri umani. Inoltre gli studi sulla depressione hanno sempre dimostrato quanto questa sia legata alla riduzione della rigenerazione dei neuroni nell'ippocampo: potrebbero quindi essere messe a punto terapie più efficaci per la cura di questa malattia.

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