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Uno sguardo ai risultati

Un test diagnostico invece dell'amniocentesi

giugno 2013 - L’amniocentesi viene eseguita per individuare la trisomia 21, più comunemente nota come Sindrome di Down.
Secondo uno studio appena pubblicato su Ultrasound in Obstetrics & Gynecology e condotto su 1.005 gravidanze , uno specifico test del sangue produrrebbe un minor numero di falsi positivi, i casi cioè in cui viene diagnosticata erroneamente la sindrome.
Questo test, chiamato cfDna, è stato ideato dai ricercatori dell'Harris Birthright Research Centre for Fetal Medicine, presso il King's College Hospital di Londra.
Nei risultati dello studio condotto, i falsi positivi sono stati lo 0,1% rispetto al 3,4%, prodotti dall’ amniocentesi, che tuttavia comporta un rischio, seppur modesto, di aborto. Questo test, ha anche la possibilità di anticipare la diagnosi alla decima settimana di gravidanza, a differenza degli altri metodi eseguibili di norma tra le 11 e 13 settimane.
Il test del Dna si è rilevato quindi meno invasivo, più sensibile ed attendibile.
Nonostante i meriti, anche il test del sangue ha sollevato fin dalla sua comparsa l'opposizione delle associazioni antiabortiste nel Regno Unito e in Germania. Contro il test, attualmente disponibile anche in Italia, si sono schierati i movimenti pro-vita sostenendo che come l'amniocentesi sia uno strumento di selezione eugenetica, che favorisce l'aborto e discrimina le persone con Sindrome di Down.

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