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Uno sguardo ai risultati

Le infezioni da batteri super resistenti, entro il 2050, faranno morire più dei tumori.

gennaio 2015 - Infezioni e malattie infettive come la tubercolosi, la malaria e simili, stanno attualmente facendo 700 mila vittime all’anno nel mondo, a causa della resistenza acquisita dai batteri ai farmaci finora in commercio. Molti scienziati e studiosi, oltre alla ricerca di nuove cure, rimarcano l’importanza fondamentale di rivedere i comportamenti sociali ed economici in ogni Paese, relativamente all’abuso dei farmaci antibiotici, Secondo gli esperti, infatti, tra i cambiamenti da affrontare con urgenza anche in Italia ne emergerebbero alcuni di fondamentale importanza, quali ad esempio:- Prescrizioni di antibiotici da parte dei medici solo in casi di estrema necessità, proprio per non incentivare la resistenza dei batteri agli stessi farmaci.- Vendita di antibiotici da parte dei farmacisti solo in caso di presentazione di ricetta medica da parte dei clienti.- Utilizzo ugualmente scrupoloso degli antibiotici ad uso veterinario, visto che poi le sostanze si depositano in carni ed ambiente (in merito, il presidente della Federazione veterinari europei conferma un calo del 15% nelle vendite di questi farmaci veterinari in Europa tra il 2010 ed il 2012).Altri accorgimenti fondamentali sono quelli legati alla prevenzione come, ad esempio, la cura dell’igiene personale e negli ambienti ospedalieri ed il ricorso alle vaccinazioni già esistenti.Secondo la Commissione Europea la tendenza della ricerca farmaceutica dovrebbe essere, paradossalmente, quella di scoprire nuove molecole contro le infezioni ma di limitarne la vendita, proprio per non rischiare che anch’esse diventino inefficaci. John Ryan, della direzione per la Salute pubblica della Commissione ha anticipato che è stato stanziato un premio di 1 milione di euro che spetterà allo scopritore di un esame ambulatoriale per l’individuazione delle infezione delle alte vie aeree che richiedano antibiotici. Questo potrà scongiurare i successivi eventuali sprechi dovuti all’errato impiego di questi ultimi.

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