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Uno sguardo ai risultati

Il farmaco è sempre più biotech

luglio 2015 - Dall'oncologia, la più gettonata in tutto il mondo, alle malattie infettive e cardiovascolari, dal diabete alle malattie neurologiche e a quelle autoimmuni, con un focus più attento per le malattie rare, quelle più neglette, perché poco remunerative.
Nel mondo il settore biotech per l’industria farmaceutica ha superato il trilione di dollari di capitalizzazione con un utile netto esploso in un anno del 231% a 14,9 mld di dollari. Anche in Italia il presente e il futuro del farmaco sono sempre più biotech,
ci troviamo davanti ad un’ autentica valanga di nuovi prodotti in arrivo e speranze sempre più concrete di poter aggredire nuove patologie e malattie un tempo incurabili.
Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria, illustra i dati del «Rapporto Biotech 2015», presentato a Roma e realizzato dall'associazione delle imprese del farmaco con Ernst&Young :investimenti pari a 563 mln nel 2013, con un balzo del 3,3% in dodici mesi, un fatturato totale di 7,3 mld in crescita del 4,3%, addetti a quota 4mila. E poi ben 199 le aziende in campo in Italia.
Rispetto al totale, 66 sono imprese del farmaco “pure” da sole rappresentano l'86% del comparto. Oltre ad esse, altre 133 imprese biotech che si occupano di sole biotecnologie, con un fatturato di 181 mln, investimenti per 66 mln e più di mille occupati.
Tutto questo, porta ad un universo di nuovi medicinali per l'assistenza e la cura della malattie, con 145 farmaci oggi disponibili in Italia e destinati alle più importanti aree terapeutiche, e altri 303 progetti sono in rampa di lancio allo studio nelle diverse fasi di ricerca e sviluppo.

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