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Uno sguardo ai risultati

La carenza di vitamina D raddoppia il rischio di ammalarsi di sclerosi multipla

settembre 2015 - Confermato il legame tra i bassi livelli della 'vitamina del sole' e l'insorgere della malattia - Uno studio canadese pubblicato su Plos Medicine confermerebbe il ruolo di difesa che questa vitamina fornisce al nostro organismo.
La sclerosi multipla è una malattia autoimmune degenerativa che colpisce i nervi nel cervello e nella corda spinale e colpisce 2,3 milioni di persone nel mondo.
Già in passato sono stati effettuati diversi studi per stabilire se esista una relazione tra l’assunzione di vitamina D, assicurata all'organismo dalla luce solare e da alcuni cibi (pesce grasso, uova, formaggi e burro) e la sclerosi multipla, tuttavia questi studi non erano riusciti a stabilire un nesso di causalità, limitandosi a costatare la carenza di vitamina D nei soggetti affetti da sm.
Un recente studio firmato dal team di Brent Richards della canadese Mcgill University e pubblicato su Plos Medicine, sembra invece fare un grande passo avanti: condotta su un campione di 14.498 persone per 24.091 controlli, la ricerca ha rivelato che le persone con livelli geneticamente bassi di vitamina D hanno un rischio doppio di vedersi diagnosticata la sclerosi multipla.
Secondo Benjamin Jacobs del servizio infantile del Royal National Orthopedic Hospital di Londra, i risultati mostrano che se un bambino è nato con geni associati con una carenza di vitamina D ha il doppio del rischio di sviluppare da adulto la sclerosi multipla. Serviranno comunque altri test sul lungo termine per capire se è possibile prevenire l'insorgere della malattia intervenendo sui livelli di vitamina D.

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