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Uno sguardo ai risultati

Un nanofarmaco contro il tumore al polmone

ottobre 2015 - Un nanofarmaco (nab-paclitaxel) attualmente in studio internazionale di fase III, 'Abound', avviato con il coinvolgimento di 300 pazienti e presentato da Cesare Gridelli al Congresso europeo sul cancro a Vienna, ridurrebbe il tumore al polmone nel 41% dei pazienti.
Il farmaco è ora ai nastri di partenza la sperimentazione per utilizzare la nuova molecola anche come terapia di mantenimento per tenere sotto controllo il cancro.
Il composto ha già dimostrato di far regredire il tumore del polmone nel doppio dei pazienti rispetto al trattamento standard e potrebbe dunque essere impiegato anche come terapia di mantenimento, successiva alla chemioterapia iniziale, cercando di migliorare così in maniera significativa la sopravvivenza proprio in una delle forme più aggressive, tipica dei fumatori.
Le prospettive aperte da nab-paclitaxel associato al farmaco chemioterapico carboplatino, stanno già cambiando la terapia standard.
Oggi, in questo tipo di tumore del polmone, dopo 4/6 cicli di chemioterapia si sospende il trattamento e la sopravvivenza è di circa un anno. In questo studio si vuol appurare se la terapia di mantenimento possa essere in grado di mantenere il risultato ottenuto con la chemioterapia iniziale. Gridelli è direttore del Dipartimento di Onco-Ematologia dell'Azienda Ospedaliera 'Moscati' di Avellino e presidente della Associazione Italiana Oncologia Toracica.

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