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Uno sguardo ai risultati

L'ereditarietà dei geni è selettiva.

febbraio 2017 - Una scoperta destinata a stravolgere i dogmi della genetica tradizionale. - La ricerca è stata pubblicata su Neuron ed è stata condotta da un gruppo di ricercatori dell'università americana dello Utah guidato dal neurobiologo Christopher Gregg. Dagli studi è emerso che le cellule nervose cambiano di volta in volta le loro preferenze, scegliendo se attivare i geni ereditati dalla mamma o quelli del papà.
Finora si pensava che le cellule trattassero i geni ereditati dalla mamma e dal papà allo stesso modo, ma la ricerca indica che non è così e questa attivazione particolare avviene soprattutto durante lo sviluppo del cervello, quando influenza circa l'85% dei geni. A mano a mano che il cervello matura, i neuroni attivano sempre più geni di entrambi i genitori allo stesso modo.
Ma per almeno il 10% dei geni le copie materne e quelle paterne continuano ad essere attivate in modo diverso e questo squilibrio prosegue per tutta la vita. Questo modo preferenziale di attivare i geni potrebbe essere collegato al rischio di alcune malattie. Normalmente, infatti, avere due copie di un gene agisce come un sistema di protezione in caso uno sia difettoso, ma la ricerca ha dimostrato che alcune cellule del cervello preferiscono attivare la copia del gene mutato rispetto a quella sana.
Tra i geni regolati in questo modo ci sono alcuni collegati a malattie come autismo, ritardo mentale, schizofrenia. Il ritardo mentale e altre forme di disabilità possono infatti derivare non soltanto da errori nella sequenza del Dna ma anche da errate regolazioni dei geni.

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