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Uno sguardo ai risultati

La fusione di due geni fa crescere e proliferare tutte le forme di tumore.

gennaio 2018 - E’ stato eseguito dal gruppo della Columbia University di New York guidato da Antonio Iavarone uno studio il cui risultato è stato pubblicato su Nature e rivela una chiave per comprendere il meccanismo che alimenta tutti i tumori. Risalgono al 2012 i primi indizi dell’esistenza del meccanismo che consente ai tumori di crescere e proliferare: era identificata una proteina che nasceva dalla fusione dei geni di due proteine chiamate FGFR e TACC, si era scoperto agisse come una droga capace di scatenare il tumore e alimentarlo. La nuova proteina di fusione era stata osservata in azione nel più aggressivo dei tumori del cervello (glioblastoma) e a distanza di cinque anni è arrivata la conferma che questa fusione genica è frequente in tutte le forme di tumore.
Chirurgia, radioterapia e chemio non sono ancora in grado di curare questo tipo di cancro che porta rapidamente alla morte la maggior parte dei pazienti. Gli scienziati hanno ora scoperto che ad innescare la fusione dei due geni è l’aumento del numero e dell’attività dei mitocondri presenti all’interno della cellula che funzionano come centraline di produzione di energia. La combinazione di farmaci che inibiscono l’attività mitocondriale ed enzimatica di questa proteina di fusione (Fgfr3-Tacc3) potrebbe risultare utile nel trattamento dei tumori la contengono. In studi precedenti era stato dimostrato che “farmaci bersaglio”, bloccando direttamente l’attività enzimatica della fusione genica, portavano a un aumento della sopravvivenza di topi affetti dal glioblastoma. “I farmaci di questo tipo sono stati usati in alcuni tipi di tumori con risultati incoraggianti – conclude Iavarone – ma con il tempo il cancro diventa resistente a questi farmaci e progredisce. La strada dunque è quella di prevenire resistenza e recidiva tumorale attraverso una simultanea inibizione del metabolismo mitocondriale e di Fgfr3-Tacc3.”

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