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Uno sguardo ai risultati

La mammografia in 3D rileva il 34% di tumori in più.

settembre 2018 - La diagnosi precoce resta l'arma più potente per la guarigione. - La mammografia è una radiografia in cui il seno viene compresso tra due lastre allo scopo di individuare la presenza di formazioni potenzialmente tumorali. Si esegue quando alla palpazione della mammella si avverte la presenza di un nodulo oppure segnali richiedono un approfondimento diagnostico. La mammografia è effettuata anche come test di screening per scoprire la malattia prima che si manifesti ed è caldamente consigliata a chi è interessato da casi di familiarità e alle donne in generale dai 40 anni in poi, anche se è sempre bene ricordare che il tumore al seno può colpire anche in giovanissima età.
Secondo uno studio condotto in Svezia e pubblicato sulla rivista Lancet Oncology, la mammografia 3D è attualmente il metodo più appropriato per l’individuazione del cancro al seno. Negli Usa è già utilizzata come screening generalizzato, in Italia è disponibile già in diversi centri.
Lo studio condotto dalla Lund University e dallo Skåne University Hospital di Malmo, Svezxia, tra il 2010 e il 2015 e ha preso in esame 15.000 donne per un periodo di cinque anni.
Nello screening tradizionale il tessuto mammario viene catturato in un'unica immagine, mentre la mammografia 3D cattura diverse immagini a raggi X da diverse angolazioni ed un computer le ricostruisce fornendo maggiori e migliori informazioni sull'immagine. Inoltre viene ridotta notevolmente la compressione del seno durante l'esame, cosa che potrebbe incoraggiare un maggior numero di donne ad effettuare lo screening. L'esame in 3D è in grado di trovare tumori più invasivi ma è anche collegato a un aumento di falsi positivi.

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