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Uno sguardo ai risultati

Mappatura della placenta

novembre 2018 - La placenta è stata mappata per la prima volta e comprende oltre 70.000 cellule che permetteranno di fare finalmente luce sulle prime fasi della gravidanza, e capire il dialogo tra placenta e utero, il cui malfunzionamento è all’origine di molti aborti spontanei. La mappatura è stata pubblicata sulla rivista Nature e realizzata dall’Istituto Wellcome Sanger di Cambridge che ha scoperto diversi fattori che contribuiscono a mantenere un ambiente vitale stabile necessario per portare avanti con successo una gravidanza.
Nelle prime fasi, la placenta fetale si impianta nell’utero e alcune cellule di entrambi si mescolano: questo “dialogo” è di fondamentale per il proseguimento della gravidanza. Questa mappatura svela per la prima volta i meccanismi alla base delle interazioni. E’ stato difatti analizzato il corredo completo delle molecole di Rna che controllano l’espressione dei geni, detto trascrittoma, di oltre 70.000 cellule della placenta tra le 6 e le 14 settimane, insieme a cellule del sangue materno e cellule dell’utero.
I dati ottenuti hanno consentito di sviluppare un nuovo strumento statistico chiamato “CellPhone”, il cui scopo è quello di prevedere come le cellule interagiscono tra loro all’interfaccia placenta-utero, per esempio nel particolare rapporto con sistema immunitario materno che talvolta, specialmente nel primo trimestre dopo il concepimento, risponde alla presenza estranea del feto provocandone l’aborto.

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