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Uno sguardo ai risultati

Un vaccino italiano nella lotta all’Aids

febbraio 2019 - La somministrazione del vaccino terapeutico italiano ha ridotto il virus Hiv del 90% dopo 8 anni dalla vaccinazione.
Questo secondo uno studio pubblicato su Frontiers in Immunology e durato 8 anni.
Il vaccino è stato inoculato in pazienti in terapia antiretrovirale è si è riscontrata una drastica riduzione del cosiddetto “serbatoio di virus latente” che risulta inattaccabile dalla sola terapia.
Il vaccino è stato messo a punto da Barbara Ensoli, direttore Centro Ricerca Aids dell'Istituto Superiore di Sanità.
Questi risultati pongono le basi per una terapia in grado di controllare il virus successivamente la sospensione dei farmaci antiretrovirali. Vi è quindi una buona opportunità di gestione clinica a lungo termine dei malati, con conseguente riduzione della tossicità associata ai farmaci, miglioramento di aderenza alla terapia e alla qualità della vita, specialmente per quanto riguarda in bambini e adolescenti.
Lo studio è stato condotto in otto centri clinici in Italia (Ospedale San Raffaele di Milano, Ospedale L. Sacco di Milano, Ospedale San Gerardo di Monza, Ospedale Universitario di Ferrara, Policlinico di Modena, Ospedale S.M. Annunziata di Firenze, Istituto San Gallicano - Istituti Fisioterapici Ospitalieri di Roma, Policlinico Universitario di Bari). Sono stati monitorati 92 volontari vaccinati del precedente studio clinico condotto dall'Iss. L'obiettivo resta sconfiggere il virus definitivamente, anche per una questione di costi sociali sostenuti.
Secondo uno studio del 2018 il costo della lotta all’Aids si aggira intorno ai 563 miliardi di dollari tra il 2000 and 2015, con un impatto negativo sul PIL nei paesi africani, e una perdita di circa 30-150 miliardi di dollari l'anno.

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