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Uno sguardo ai risultati

Identificato il legame tra batteri intestinali e depressione

febbraio 2019 - La ricerca ha dimostrato l’associazione un neurotrasmettitore prodotto dai batteri intestinali e il disturbo psichico.
Sono stati pubblicati su Nature Microbiology i risultati di un recente studio volto a mettere in evidenza come alcune specifiche carenze nel microbiota intestinale siano collegate all’insorgere di disturbi depressivi.
Lo studio, sviluppato dai ricercatori dell’Argonne National Laboratory degli Stati Uniti, ha evidenziato come il batterio KLE1738 sia strettamente connesso all’acido gamma-aminobutirrico (Gaba) rilasciato da alcuni microrganismi intestinali che giocherebbe un importante ruolo nelle comunicazioni con il cervello nei soggetti colpiti da problemi di salute mentale.
Il team di 19 ricercatori isolando il batterio ha potuto constatare che la sua crescita richiedeva la presenza dei Bacteroides fragilis, una tipologia di batteri che si trovano nell’intestino. Dopo alcuni test biologici, è emerso che la componente specifica prodotta dai Bacteroides fragilis in grado di favorire lo sviluppo di KLE1738 era proprio l’acido gamma-aminobutirrico (Gaba).
Nella fase seguente dei test, i ricercatori hanno cercato una correlazione tra i Bacteroides fragilis e la depressione, incrociando gli esiti degli esami sui campioni di feci alle risonanze magnetiche relative all’attività cerebrale.
Si è potuta quindi stabilire una relazione inversa tra i batteri intestinali in questione e la connettività funzionale in una parte del cervello che, in caso di depressione, mostra un’elevata attività. La scoperta di questa associazione sottolinea la capacità di alcuni batteri intestinali di comunicare con il cervello, agendo di fatto da neurotrasmettitori.

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