BIOTECNOLOGIA.it

: il punto di riferimento della Biotecnologia Italiana.



Uno sguardo ai risultati

Nuovi sviluppi nelle cure del tumore ovarico.

agosto 2019 - Rappresenta la principale causa di morte per tumore ginecologico e la quinta per tumore nelle pazienti dei Paesi sviluppati: il tumore ovarico colpisce ogni anno più di cinquemila donne in Italia e quasi trecentomila nel mondo. Nel 75% dei casi viene diagnosticato in fase avanzata.
Uno studio condotto dei ricercatori dell'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena con il sostegno dell’AIRC e pubblicato sulla rivista Nature Communications, ha scoperto l'esistenza di alcune relazioni pericolose fra tre specifiche proteine. Attraverso queste relazioni le cellule tumorali sarebbero capaci di dare origine alle metastasi e respingere le terapie. Durante lo studio è stata identificata una nuova vulnerabilità delle cellule tumorali che una volta colpita può ridurre l’aggressività delle cellule del tumore sieroso dell’ovaio.
Il carcinoma sieroso ad alto grado è il sottotipo più comune e rappresenta l’80% dei tumori ovarici in stadio avanzato, spesso in esso sono presenti mutazioni della proteina p53. I tumori con queste mutazioni sono particolarmente aggressivi e si è scoperto che spesso la proteina p53 mutata si lega ad un’altra proteina che costituisce uno degli interruttori generali del cancro. Questa relazione tra le proteine consente alle cellule tumorali di eludere la risposta al cisplatino, il farmaco principale nel trattamento del carcinoma ovarico, portando quindi il tumore a resistere alla chemioterapia.

Copyright - Biotecnologia.it