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Uno sguardo ai risultati

L’analisi del cristallino dell’occhio predice il diabete

settembre 2019 - Lo studio pilota è stato condotto su un gruppo di 60 persone - La possibilità di predire lo sviluppo del diabete o del prediabete è molto importante: tra l’inizio della patologia metabolica e la sua effettiva diagnosi può esserci un lasso di tempo anche di 10 anni e ridurre questo intervallo potrebbe aiutare a prevenire le complicanze della malattia.
E’ una ricerca condotta dalla University of Exter Medical School in Gran Bretagna e presentata durante il 55esimo congresso dell’Associazione europea per lo studio del diabete (Easd), quella da cui emerge che la scannerizzazione del cristallino dell’occhio può predire la comparsa del diabete di tipo 2 e del prediabete.
Utilizzando un particolare microscopio per l’ispezione del bulbo oculare, e misurando il livello di autofluorescenza del cristallino, si è in grado di predire chi svilupperà in futuro il diabete o il prediabete.
Secondo i risultati dello studio l’autofluorescenza del cristallino è significativamente maggiore nei pazienti con prediabete e diabete di tipo 2.
I ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, dell’Università di Roma e dell’Università di Southampton, nel corso di un altro studio sono riusciti a dimostrare che per i bambini col fegato grasso il rischio di prediabete e di diabete è doppio rispetto a quelli sani.
Allo studio un campione di 700 bambini italiani, con e senza steatosi epatica: è emerso che i bimbi e gli adolescenti con questa patologia presentano una prevalenza significativamente più elevata di tolleranza al glucosio normale.

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