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Uno sguardo ai risultati

Sclerosi multipla, nuova terapia in Italia.

ottobre 2019 - Ogni anno si registrano 3.400 nuove diagnosi della malattia. - In Italia sono circa 118mila le persone affette da sclerosi multipla e ogni anno si registrano 3.400 nuove diagnosi. La malattia colpisce soprattutto giovani tra i 20 e i 40 anni con una frequenza oltre due volte superiore nelle donne. Una nuova terapia contro la sclerosi multipla è ora disponibile in Italia a carico del Servizio sanitario nazionale. La molecola Ocrelizumab ha ricevuto l'approvazione dell'Agenzia italiana del Farmaco, con erogabilità solo in ambito ospedaliero.
La molecola è la prima soluzione terapeutica che, coniugando efficacia e sicurezza, può essere impiegata con importanti benefici fin dalle fasi precoci della patologia.
Nelle persone con la forma primariamente progressiva della malattia Ocrelizumab può ritardare di sette anni l'insorgenza della necessità di impiegare la sedia a rotelle.
Il farmaco ha inoltre una grande semplicità di impiego: viene somministrato endovena ogni 6 mesi e non prevede analisi di routine.
La rimborsabilità del farmaco è un ulteriore passo in avanti che consentirà a migliaia di persone con sclerosi multipla di beneficiare di questo trattamento innovativo.

Sclerosi multipla, individuata la causa che ne favorisce l'insorgenza
A condurre lo studio, pubblicato sulla rivista ‘Science’, è stato l'International Multiple Sclerosis Genetic Consortium (IMSGC), gruppo internazionale che studia la genetica nella sclerosi multipla composto da più di 80 centri di ricerca in tutto il mondo. Si tratta del più completo studio genetico sulla sclerosi multipla, in cui è stata identificata una mappa genetica dettagliata e descritta l’implicazione funzionale dei geni nelle cellule del sistema immunitario coinvolte.
Per l’Italia la ricerca è stata coordinata dalla professoressa Sandra D’Alfonso, docente di Genetica medica presso il Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università del Piemonte Orientale, dal professor Filippo Martinelli Boneschi, docente di Neurologia presso l'Università degli Studi di Milano e dalla dottoressa Federica Esposito, responsabile del laboratorio di Genetica Umana delle Malattie Neurologiche presso l'ospedale San Raffaele di Milano.
È stato confrontato materiale genetico di oltre 47mila pazienti ammalati e di 68mila individui sani.
E’ emerso dallo studio in maniera evidente che la sclerosi multipla è causata da un'ampia disfunzione di tutto il sistema immunitario.
Sono stati identificati 233 siti nel genoma umano che contribuiscono all'insorgenza della malattia.
La disfunzione riguarda diversi tipi di cellule immunitarie, sia nel sangue periferico che nel cervello, e contribuisce a innescare una cascata di eventi che alla fine portano all'infiammazione cerebrale e alla neurodegenerazione.
I risultati di questo studio condizioneranno la maggior parte dello sviluppo di algoritmi clinici per gestire le persone a rischio di sviluppare la sclerosi multipla e lo sviluppo di trattamenti a scopo preventivo: fino ad oggi tutti i trattamenti medici miravano a fermare l'infiammazione già in corso, mentre lo studio apre un focus sugli eventi che portano all’insorgenza della malattia e che ora possono essere presi di mira dagli sforzi di sviluppo di farmaci.

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