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Uno sguardo ai risultati

L’inquinamento determina l’insorgenza della celiachia?

aprile 2020 - Uno studio americano evidenzia connessioni importanti - Esiste un collegamento tra esposizione ambientale a sostanze chimiche tossiche e morbo celiaco? Questa la domanda alla quale alcuni studiosi della NYU Grossman School of Medicine hanno cercato di dare una risposta.
Questa ricerca potrà stravolgere l’idea che la celiachia si trasmetta solamente per via genetica.
Lo studio pilota ha stabilito il primo collegamento misurabile tra questi due fattori, identificando una connessione tra morbo celiaco e alcuni agenti chimici inquinanti presenti anche nei comuni pesticidi o nelle padelle antiaderenti.
Sono stati presi in esame i livelli di tossine nel sangue di 30 soggetti di età compresa tra i 3 e i 21 anni, a cui era stata recentemente diagnosticata la celiachia.
Comparando i dati ottenuti con quelli di 60 campioni sani, si è riscontrato che chi era stato sottoposto ad alte dosi di inquinamento chimico aveva il doppio di possibilità di imbattersi in questa malattia.
Gli agenti incriminati sono il diclorodifenildicloroetilene (DDE), gli eteri di difenile polibromurato (PBDE) e le sostanze perfluoroalchiliche (PFA).
Questi elementi si possono trovare nei pesticidi, nel teflon usato come rivestimento e in alcuni ritardanti ignifughi.
Si tratta di interferenti endocrini, e cioè sostanze che alterano gli equilibri ormonali.
Poiché si tratta di uno studio pilota va comunque appurato con ulteriori approfondimenti se la presenza di questi agenti nel sangue dei malati influisca solamente sulla manifestazione dei sintomi o se sia strettamente connessa all’insorgenza della malattia.
Questi studi aprono un focus d’attenzione sulla potenziale connessione tra questi agenti chimici e altre malattie intestinali autoimmuni, come il diabete.

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