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Uno sguardo ai risultati

Cellule maligne “cannibali” per resistere ai farmaci

maggio 2020 - I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Nature Communications. - In uno studio dell’Università della California alcuni ricercatori hanno scoperto che le cellule tumorali possono alimentarsi con i resti di cellule morte che li circondano. Con questo sistema la chemioterapia perde di efficacia e le cellule tumorali possono diventare insensibili e resistenti al trattamento, permettendo al tumore di sopravvivere. Le cellule tumorali devono procurarsi grandi quantità di nutrienti per restare in vita. Gli autori dello studio hanno scoperto che le cellule del tumore, quando c’è carestia di nutrienti, si procurano il nutrimento dal microambiente circostante attraverso un processo chiamato macropinocitosi. Più precisamente si parla di necropinocitosi (dal greco “necros”, cadavere) poiché precisamente li recuperano dai detriti delle cellule tumorali morte accanto a loro.
Sono state utilizzate cellule del tumore della mammella e della prostata.
E’ emerso che grazie alla necropinocitosi le cellule tumorali diventavano resistenti a diversi farmaci chemioterapici, limitando l’efficacia della chemioterapia.
Questa scoperta apre la strada alla ricerca di sostanze da somministrare assieme al farmaco chemioterapico per aumentarne l’efficacia, capaci di bloccare questa particolare capacità delle cellule tumorali.

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