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Uno sguardo ai risultati

Prima guarigione spontanea da HIV

agosto 2020 - Loreen Willenberg sarebbe guarita senza trapianto né farmaci - Lo studio è stato pubblicato sulla rivista specializzata Nature.
Nel corso degli anni solo due persone sono state dichiarate guarite dall’Hiv.
Vengono denominati “paziente di Londra” e “paziente di Berlino”: entrambi sono diventati resistenti all’infezione in seguito a un trapianto di midollo osseo.
Il virus che provoca la malattia dell’Aids causa la distruzione delle cellule immunitarie che proteggono il corpo dalle infezioni. Negli ultimi dieci anni si è ridotto notevolmente il tasso di mortalità di questa patologia, grazie alla somministrazione di cocktail specifici di farmaci per rendere la malattia latente, anche se l’organismo non riesce a liberarsene del tutto.
Loreen Willenberg è una paziente 66enne che non ha più tracce del virus rilevabili nelle proprie cellule da decenni.
Si tratterebbe dunque della prima persona al mondo a essere guarita spontaneamente dall’Hiv.
Nel corso degli anni non si è mai sottoposta a dei trapianti di midollo e non ha assunto farmaci antiretrovirali.
Per verificare l’effettiva guarigione spontanea della donna, i ricercatori del Ragon Instituite presso il Massachusetts General Hospital, hanno condotto sia dei test tradizionali, che non hanno mostrato evidenze del virus, sia un’indagine avanzata, che ha analizzato 1,5 miliardi di cellule ematiche della paziente rilevando la presenza di ridotte quantità di Hiv.
Il suo sistema immunitario ha, secondo le evidenze riscontrare, inibito la riproduzione delle cellule virali restanti.
Nel caso di Loreen Willenberg la diffusione del virus in tutto il corpo è stata ostacolata naturalmente, senza che vi sia la necessità di assumere medicinali.
Nel corso dello studio i ricercatori hanno analizzato i campioni di sangue di 64 pazienti denominati “controllori d’élite” perché in grado di tenere sotto controllo l’infezione senza assumere farmaci, mettendoli a confronto con quelli di 41 soggetti che, invece, necessitavano della somministrazione di medicinali.
Dai risultati è emerso che il virus non è in grado di replicarsi negli organismi in cui non è necessario assumere farmaci. I risultati dello studio potrebbero aprire la strada allo sviluppo di farmaci in grado di replicare il comportamento o la mutazione delle cellule di questi pazienti d’élite. Secondo i ricercatori che hanno condotto lo studio saranno necessari ulteriori studi per comprendere meglio questi fenomeni di guarigione, che, seppur incoraggianti, sono davvero molto rari.

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