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Uno sguardo ai risultati

Le cellule CARCIK per sconfiggere la leucemia.

ottobre 2020 - I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista The Journal of Clinical Investigation. - Un nuovo studio clinico italiano, coordinato dal Centro di emato-oncologia pediatrica della Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la Mamma in collaborazione dell'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ha dimostrato l’attività antitumorale delle cellule carcik.
Si tratta di particolari cellule CAR-T ottenute a partire dalle cellule del sistema immunitario di donatori sani e modificate in laboratorio una volta potenziata la loro capacità di riconoscere e uccidere le cellule tumorali.
Per verificare l’efficacia delle cellule nel trattamento della leucemia linfoblastica acuta, i ricercatori ne hanno testati quattro diversi dosaggi in tredici pazienti, di cui quattro pediatrici e nove adulti.
I partecipanti allo studio erano già stati sottoposti senza successo a diverse linee di terapia e ad almeno un trapianto allogenico di cellule staminali, dopo il quale la malattia si era ripresentata.
I risultati sono stati incoraggianti: le cellule somministrate si sono rivelate in grado di espandersi e persistere a lungo nell’organismo.
Dopo quattro settimane dalla somministrazione delle cellule, in sei dei sette pazienti trattati con le dosi più alte si è verificata una scomparsa completa del tumore.
Cinque di essi hanno raggiunto la negatività della “malattia minima residua”, parametro che rappresenta la piccola quantità di cellule leucemiche che può rimanere nell’organismo dopo la terapia e che con il passare del tempo potrebbe portare a una recidiva della malattia.
La maggior parte dei pazienti che hanno risposto al trattamento era ancora in remissione dopo una media di sei mesi dall'infusione e le cellule CARCIK ad essi somministrate si sono espanse in modo robusto e hanno mostrato di persistere nell'organismo fino a dieci mesi.

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