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Uno sguardo ai risultati

Tumore del pancreas: una nuova strategia terapeutica

dicembre 2020 - Lo studio preclinico è stato condotto grazie al sostegno di Fondazione AIRC. - Una nuova possibile strategia terapeutica, basata sulla combinazione tra chemioterapia e immunoterapia, potrebbe contenere la progressione dell'adenocarcinoma duttale del pancreas, la forma più diffusa e aggressiva di tumore del pancreas. Secondo i risultati emersi la combinazione tra il chemioterapico gemcitabina e un vaccino a DNA contro il tumore del pancreas sembra in grao di ridurre la progressione della malattia.
La proposta viene dal gruppo di ricerca guidato da Francesco Novelli, professore di patologia generale all'Università di Torino, in un articolo pubblicato sul Journal for ImmunoTherapy of Cancer.
Il chemioterapico gemcitabina è spesso utilizzato come trattamento palliativo nel tumore del pancreas, ma si è notato che poteva avere un effetto sulla risposta immunitaria dei pazienti.
È stato quindi analizzato il profilo degli anticorpi presenti nel sangue di 28 pazienti con adenocarcinoma duttale del pancreas prima e dopo il trattamento con gemcitabina. Dopo il trattamento chemioterapico si è assistito ad un aumento considerevole degli anticorpi in grado di riconoscere specifiche proteine associate al tumore. A ciò è seguito un aumento dei livelli di un tipo di linfociti T che sono a loro volta in grado di riconoscere le proteine associate al tumore pancreatico ed eliminare le cellule tumorali.
Da questo punto di partenza si è deciso di valutare in animali da laboratorio gli effetti della somministrazione combinata di gemcitabina e di un vaccino antitumorale già sviluppato alcuni anni fa.
È emerso un notevole potenziamento della risposta immunitaria contro il tumore rispetto agli animali ai quali era stato somministrato il solo vaccino, oltre ad una significativa riduzione del numero di dotti pancreatici che andavano incontro a trasformazione tumorale.
Inoltre si è riscontrata la capacità della chemioterapia di potenziare la risposta immunitaria anche contro altre proteine tipiche del tumore: ciò potrebbe permettere di sviluppare terapie di precisione basate su diverse vaccinazioni, a seconda del singolo profilo molecolare di ciascun tumore.

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