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Uno sguardo ai risultati

Coltivazione delle cellule

La scoperta di un gruppo di studiosi americani inaugura ciò che la comunità scientifica ha già definito "l’alba di una nuova era". Un’era in cui milioni di persone affette da malattie genetiche oggi fatali potranno essere curate grazie al trapianto di tessuti e forse anche di organi creati in laboratorio. Per la prima volta infatti sono state coltivate in laboratorio le cellule dell'embrione umano progenitrici di tutti i tessuti. Da ognuna di esse è teoricamente possibile ottenere ossa, muscoli, tessuto nervoso e pelle. Si apre così la strada alla possibilità di creare, in un futuro ancora lontano, vere e proprie "fabbriche di organi" in grado di risolvere il problema dei trapianti.
Più realistica e vicina è invece, per i ricercatori, la possibilità di riparare organi danneggiati sostituendo le cellule danneggiate con quelle sane coltivate in laboratorio. L'esperimento, pubblicato su "Science", è stato condotto negli Stati Uniti dal biologo James Thomson, dell'università del Winsconsin, e le cellule-progenitrici (chiamate Hes, cellule staminali umane) sono state ottenute da un embrione umano ai primissimi stadi dello sviluppo.
Le uniche cellule di questo tipo finora coltivate erano quelle di topo. Poichè la legge americana proibisce la sperimentazione sugli embrioni, lo studio non ha utilizzato fondi pubblici ed è stato finanziato dall'azienda farmaceutica Geron Corporation, la quale, dopo l’annuncio ha visto raddoppiare il valore delle sue azioni a Wall Street.
" Possiamo coltivare - ha detto Thomson - cellule per ottenere muscoli, neuroni e cartilagine; per ora non è possibile coltivare organi, ma ripararli". Fra cinque anni potrebbero nascere le prime banche di cellule-madre congelate. L'ipotesi più realistica è quindi, per Thomson, usare le cellule coltivate per sostituire quelle danneggiate o distrutte da gravi malattie.
Ad esempio, si potrebbero sostituire le cellule produttrici di insulina distrutte dal diabete, o quelle nervose irreparabilmente danneggiate dal morbo di Alzheimer.

Si apre inoltre la strada a nuove forme di sperimentazione di farmaci e le cellule-madre potranno diventare un osservatorio privilegiato per osservare "in diretta" lo sviluppo dell'embrione. Nella ricerca sono stati utilizzati ovuli in sovrannumero, messi a disposizione da una coppia che ha affrontato un intervento di fecondazione artificiale. Gli ovuli sono stati poi fecondati e, avvenuta la fusione delle cellule germinali, i ricercatori hanno lasciato che il processo di divisione delle cellule prendesse il via. Sono intervenuti poco prima che il processo di divisione si concludesse e prima che cominciasse la differenziazione.
Una volta prelevate, le cellule sono state immerse in sostanze in grado di mantenere inalterate le loro potenzialità per cinque mesi. E' stata così dimostrata la possibilità di coltivarle per un tempo indefinito se stimolate in modo opportuno, anche a distanza di mesi, sono in grado di dare origine a tutti i tessuti dell'organismo.

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