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Uno sguardo ai risultati

Bambini prematuri

Salvati dalle cellule staminali - In alcuni casi, la nascita prematura di un bambino, può procurare danni al cervello e problemi neurologici.
Oggi, però, questi bambini potrebbero essere salvati dalle cellule staminali, grazie ad un sistema che permette di prelevare dall’utero materno sangue e midollo osseo quando il feto vi si trova ancora all’interno. Questo è quanto ha sperimentato Huseyin Mehmet, scienziato della facoltà di medicina dell’Imperial College di Londra. “E’ possibile trattare queste cellule, farle crescere e trapiantarle al posto di quelle che sono state danneggiate, spiega lo scienziato, “Ricerche condotte sui topi hanno dimostrato che le cellule staminali possono diventare cellule cerebrali nel giro di 5 o 10 anni”.
Questo sistema, anche se la tecnica è ancora in fase sperimentale, potrebbe apportare numerosi vantaggi, tra cui il “prelevamento di queste cellule da un paziente affetto da una malattia genetica già a due mesi dalla gravidanza”, continua Mehmet. “Possiamo poi trascorre gli altri sette mesi per correggere in laboratorio i difetti genetici per poi trapiantarle nel paziente dal quale sono state precedentemente prelevate”.

Così facendo, la medicina sarebbe in grado di salvare i bambini nati appena alla 23esima settimana. Risultato molto interessante se si considera che nel 1993,in Gran Bretagna, il bimbo più prematuro rimasto in vita era nato alla 27esima settimana di gestazione.

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